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Gli Arazzi della Battaglia di Lepanto

battaglia di lepanto
Gli Arazzi della Battaglia di Lepanto esposti a Genova

Gli arazzi della Battaglia di Lepanto sono un ciclo di sei arazzi e due tramezzi che raccontano la storia dello scontro che si verificò a Lepanto nel 1571 tra la Sacra Lega e i turchi. Si trovano ancora oggi nella sede per la quale sono stati concepiti: la “Villa del Principe” a Genova, nel Salone del Naufragio.

Furono eseguiti per volere di Giovanni Andrea Doria, che commissionò i cartoni a Luca Cambiaso e Lazzaro Calvi, due pittori che lavoravano all’interno della corrente del manierismo genovese; e si affidò alle arazzerie di Bruxelles per l’esecuzione. Il lavoro fu terminato nel 1591.

partenza da messina - arazzo
La partenza da Messina

Gli arazzi mostrano in sequenza i fatti che si avvicendarono all’inizio, durante, e alla fine della Battaglia di Lepanto. La costituzione della Sacra Lega da parte di Papa Pio V nel maggio del 1571 sancì infatti la fine della storica supremazia turca sul Mediterraneo.

Il primo arazzo rappresenta la partenza da Messina della flotta cristiana. Racconta la partenza delle navi cristiane dal porto siciliano comandate da Don Giovanni d’Austria, figlio naturale di Carlo V.

Il secondo arazzo prosegue mostrando la navigazione lungo le coste calabre, e l’avanzamento della flotta cristiana diretta a Corfù, caposaldo veneziano, verso le navi turche. Quindi l’arrivo a Lepanto, nei pressi delle isole Curzolari, antiche “Echinadi”, dove ebbe luogo lo scontro con l’armata turca.

Arazzi della battaglia di lepanto
La navigazione lungo le Coste Calabre

Il terzo arazzo si concentra sullo schieramento delle flotte. L’armata turca, a destra, è organizzata in una formazione continua. I cristiani, a sinistra, si divisero in quattro corni.

Il quarto arazzo mostra un focus sullo svolgimento dello scontro e sulla vittoria della Lega Santa, in una battaglia che si rivelò lunga, sanguinosa e brutale.

la battaglia
La Battaglia

Il quinto arazzo illustra la vittoria cristiana e la fuga delle sette galee turche comandate dal corsaro Uluç Alì, che durante la notte riuscirono a sfuggire alla cattura.

L’ultimo, il sesto arazzo, testimonia il ritorno a Corfù della flotta cristiana che, vittoriosa, trainò nel porto veneziano circa centotrenta navi turche prese prigioniere durante la battaglia.

Lo schema che seguono nella raffigurazione è quello della narrazione di un episodio collocata sempre al centro, mentre ai lati sono presenti due figure allegoriche che rappresentano le qualità basilari per quello specifico evento; in alto al centro lo stemma dei Doria, e sempre al centro, ma in basso, un’epigrafe che definisce qual è l’evento trattato.

Gli arazzi sono molto importanti per la storia navale del ‘500, perché sono riprodotte con molta precisione le imbarcazioni, la navigazione e la battaglia.

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Circa l'autore

Fabrizia Frau

Fabrizia Frau

Si è diplomata nel 1983 all'Istituto d'Arte. Specializzata in arte del tessuto, ha continuato ad interessarsi di tessitura nei 10 anni successivi realizzando anche arazzi. Poi è passata alla pittura con la tecnica della china e della tempera insieme. Dal 2000 al 2020 si dedica anche all'artigianato realizzando lavori all'uncinetto. Il suo desiderio era di dipingere con la tecnica della pittura a olio. Nel 2008 riesce nel suo intento e comincia a realizzare quadri a olio. Collabora con l'associazione Yes Art Italy, per la quale tiene corsi di tessitura arazzi, sua eterna passione.

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