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Campo de’ Fiori…beato te!

La zona di Campo de’ Fiori è una delle più vivaci piazze di Roma.
Al centro campeggia il monumento a Giordano Bruno, che ci ricorda che la piazza oltre che mercato era anche luogo di esecuzioni capitali, in particolare per eretici e streghe.
Sul selciato, poco discosta dalla statua, una placca di ottone ricorda che qui nel 1553 vennero dati alle fiamme tutti i testi sacri ebraici esistenti in città, triste preannuncio della futura creazione del Ghetto.
Il mercato attuale, più per turisti che per romani, era fino a qualche decennio fa uno dei più vivaci e qui un giovane Aldo Fabrizi, nato a pochi passi di distanza, portava avanti il banco di famiglia, prima di passare ad una più fruttuosa carriera cinematografica.
Le vie attorno a Campo de’ Fiori conservano il ricordo delle numerose attività artigianali, che si svolgevano nella zona e in alcuni casi, si incontrano ancora non dissimili da quelli di secoli fa.
Se a Via dei Cappellari non troviamo più cappelli, a Via dei Giubbonari qualche giubba (giacca) ancora si trova e a Via dei Baullari, resiste ancora un venditore di valigie!
La città cambia, i “romani de Roma” sono sempre più in minoranza, eppure qualche tradizione resiste, ormai sconosciuta ai più.
In piazza della Quercia, la piccola e deliziosa chiesa del Raguzzini, fa capo alla Confraternita dei Macellai, un tempo ricchissima e potentissima.
In epoca rinascimentale Giulio II concesse ai viterbesi residenti a Roma di portarvi il culto della Madonna della Quercia, un’icona mariana particolarmente amata a Viterbo, perché la città grazie alla sua protezione aveva superato una grave epidemia di peste. La chiesa prese così il nome attuale e visto che molti tra i viterbesi stabilitesi a Roma erano macellai, venne scelta come protettrice della loro confraternita proprio la Madonna della Quercia. La chiesa divenne loro sede, che nei primi del Settecento venne ricostruita nelle forme attuali.
Sotto gli amorevoli occhi della Madonna della Quercia i bravi macellai romani nei secoli passati offrivano ai romani la Domenica delle Palme una refezione fenomenale.
La ricorrenza segnava infatti anche la fine del digiuno della Quaresima, che nella Roma dei Papi era scrupolosamente seguito e, per celebrare l’arrivo della Pasqua, massima festa per i cattolici, i macellai romani imbandivano le tavole per un popolo piuttosto affamato.
Ancora oggi resiste la cosiddetta “Pasqua” dei Macellai, una delle antiche tradizioni romane ancora vive, nonostante tutti e tutto.
I membri della Confraternita sfilano nelle vie limitrofe e poi la Messa viene celebrata nel cortile di Palazzo Spada.
Conclude l’evento la tradizionale colazione romanesca, offerta gratuitamente dal Sodalizio in piazza della Quercia. Ottima occasione per assaggiare i tipici piatti della colazione pasquale della gastronomia romana.Campo de' Fiori

Per informazioni sulla visita guidata vai al sito di Yes Art Italy

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Cristina Vuerich

Si è laureata con lode in Lettere, presentando una tesi in Etruscologia e ha frequentato con profitto i tre anni della Scuola di Specializzazione in Archeologia, in entrambi i casi presso l’Università di Roma “Sapienza”. Ha lavorato per molti anni in una libreria specializzata in archeologia e successivamente presso una casa editrice che si occupa di saggistica. Tramite queste attività ha avuto l’opportunità di essere costantemente aggiornata sulle novità riguardanti la Città Eterna. A partire dal 2001 ha portato avanti un'attività parallela come guida turistica, collaborando con agenzie operanti sul territorio, istituzioni e privati, in questa attività riversa tutta la sua passione, per comunicare la bellezza e l’importanza storica di Roma. Collabora con l'associazione Yes Art Italy ed è redattrice per BloggingArt.

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