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Goya e Caravaggio: verità e ribellione

Ai Musei Capitolini nella mostra Goya e Caravaggio: verità e ribellione vengono esposti per la prima volta l’uno a fianco all’altro la Buona Ventura di Caravaggio e il Parasole di Francisco Goya dato in prestito dal Museo Nazionale del Prado di Madrid. Il dipinto è stato concesso come contro prestito de “L’Anima Beata” di Guido Reni.

IL PROGETTO

Il progetto espositivo si focalizza sui due artisti che hanno interpretato la società del loro tempo descrivendola introducendo novità sia iconografiche sia stilistiche. Che li allontana in tal modo dai condizionamenti accademici. Che cosa li accomuna? Il fatto che entrambe le opere risalgono al loro periodo giovanile. L’aver scelto come protagonisti un uomo e una donna, descrivendo un frammento del vivere quotidiano con realismo. Si tratta in ogni modo di un confronto non scontato fra due opere così lontane fra loro, cento ottanta anni, anche se accomunate dal fatto di precorrere  una poetica altra di concezione dell’arte: Caravaggio che anticipa la modernità e Goya che si può considerare il primo dei romantici.

El Quitasol

El Quitasol (Il parasole) è uno dei cartoni preparatori per il ciclo di arazzi commissionati a Goya nel 1774 per decorare la sala da pranzo del Palazzo del Pardo a Madrid. Quando lo consegna è lo stesso Goya a descriverlo: “Rappresenta una ragazza seduta su una riva, con un cagnolino e con un ragazzo al suo fianco che le fa ombra con un parasole”. Il dipinto testimonia la pittura chiara del maestro spagnolo e la sua potenzialità creativa quando l’artista è ancora sotto l’influenza di Giambattista Tiepolo, allora impegnato a Madrid a decorare le sale del Palazzo Reale. Dipinto di facile lettura ma innovativo nella scelta del soggetto in quando ambientazione e personaggi appartengono alla società contemporanea. La giovane donna infatti è una maja, una donna del popolo elegantemente vestita che si protegge con un ombrellino mentre tiene in mano un ventaglio. Sembra offrire la sua bellezza al giovane nel suo caratteristico abbigliamento madrileno, ma anche all’osservatore, catturandolo con il suo sguardo malizioso.

Caravaggio e Goya
Francisco Goya, Il parasole. 1777 Museo del Prado, Madrid

ANALISI

L’impostazione piramidale dell’opera vista dal basso verso l’alto, la configurazione diagonale del muro a sinistra, attirano lo sguardo sui due personaggi in primo piano e sul gioco seduttivo voluto dalla donna. Sottolineato dall’arancio vistoso della sottana. Dall’azzurro del corpetto. Dal cagnolino che tiene in grembo. Dall’intrecciarsi di luci e ombre che l’ombrellino proietta sul suo volto. Luci ombre colori che sono sicuramente i protagonisti dell’opera e ci dicono la conoscenza che Goya aveva della pittura classica italiana e di quella rinascimentale veneziana nello specifico.

Caravaggio, Buona Ventura

Il quadro, risalente ai primi anni romani di Caravaggio, è del 1597. Anche in questo caso il soggetto è ripreso dalla vita quotidiana. Un evento che poteva accadere a chiunque si inoltrasse tra i vicoli e le piazze della Roma di fine Cinquecento. I personaggi sono una zingara e un giovane cavaliere. Ma l’opera non è un semplice rifacimento di una scena di genere. Il significato latente del testo si configura come un’allegoria morale che riflette il clima controriformistico del tempo. L’ accattivante zingara con la scusa di predire il futuro al giovane ben vestito, con un tocco da furfantella, gli sta sfilando l’anello dall’anulare destro. Come a voler dire: le apparenze ingannano e non bisogna farsi sedurre, come dei creduloni, dai falsi profeti.

Caravaggio e Goya
Caravaggio Buona ventura. 1597 Pinacoteca Capitolina, Roma

INFORMAZIONI

Titolo: Goya e Caravaggio: verità e ribellione
Luogo: Musei Capitolini – Palazzo dei Conservatori – Pinacoteca – Sala Santa Petronilla Piazza del Campidoglio, 1
Orario: tutti i giorni 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima).
Periodo: dal 12 gennaio al 25 febbraio 2024
Ente promotore: Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Apparati didattici: a cura di Federica Papi e Chiara Smeraldi.
Organizzazione: Zètema Progetto Cultura.

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Circa l'autore

Fausto Politino

Fausto Politino

Laureato in Filosofia, abilitato in Storia e Filosofia, già docente di ruolo nella secondaria di primo grado, ha superato un concorso nazionale per dirigente scolastico. Interessato alla ricerca pedagogico-didattica, ha contribuito alla diffusione della psicologia cognitiva scrivendo per le riviste “Insegnare” e “Scuola e didattica”. Appassionato da sempre alla critica letteraria e artistica, ha pubblicato molti articoli come giornalista pubblicista per “il Mattino di Padova”. Attualmente collabora con la “Tribuna di Treviso”.

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