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Parliamone!

I giovani e la partecipazione politica

seggio elettorale - la partecipazione politica dei giovani
Seggio elettorale - Comune di Roma

Uno dei fenomeni che maggiormente investe il secolo che stiamo vivendo è la sempre minore affezione dei giovani – dai 16 anni sino ai 35 – alla dimensione sociale e a quella politica; un interesse che sembra quasi totalmente scomparso tra i ragazzi con numerose conseguenze sia sul piano interno che sul piano internazionale e che sta cambiando rapidamente la società in cui viviamo. Parliamone! 

Da almeno un decennio stiamo assistendo ad un continuo calo dell’interesse da parte dei giovani all’ambito sociale e soprattutto alle dinamiche politiche; a testimonianza di ciò la sempre minore partecipazione a progetti sociali e di volontariato e il tasso di astensionismo al voto in continua crescita. Quella che Bauman definiva società liquida nel 1999 sta prendendo piede sempre più rapidamente; una società travolta dalla frenesia, dalla mancanza di tempo perenne, sempre meno attenta alle questioni sociali e al coinvolgimento dei giovani in progetti di diversa natura, in particolare in quelli politici.

Volontariato

I giovani e il diritto di voto

Sono diversi i dati a sostegno di questo fenomeno: la sempre minore partecipazione dei giovani alle tornate elettorali e conseguentemente la minore importanza che viene attribuita al diritto di voto, che oltre a essere tale, è prima di tutto un dovere civico sancito dalla Costituzione, ma sempre meno sentito. In particolare le ultime elezioni amministrative, tenutesi nell’ottobre 2021, hanno evidenziato un esponenziale aumento del tasso di astensionismo, in particolare tra i giovani.

Alla radice dell’astensionismo e del disimpegno giovanile in politica si pone però un’ignoranza rispetto al sistema politico italiano da parte di una grande fetta della popolazione giovane – rispetto al funzionamento del sistema costituzionale e alle principali cariche occupate nel nostro Paese – e la convinzione che la politica non sia qualcosa che interessa tutti, la cosa pubblica, ma una dimensione di cui ci si può tranquillamente disinteressare con conseguenze trascurabili;  una quasi totale sfiducia nelle istituzioni politiche dovuta in gran parte alla mancanza di proposte per le nuove generazioni nel dibattito pubblico. Se si analizzano i dati Istat 2020 la disaffezione politica riguarda circa il 30% dei giovani tra i 18 e i 34 anni e addirittura il 50% tra i 14 e i 18. La partecipazione politica attiva è pressochè inesistente e anche quella passiva è in forte calo.

Il ruolo dei social network

Questo fenomeno così complesso e radicato è causato in parte dai cambiamenti che hanno investito la comunicazione politica a partire dalla diffusione di Internet e in particolare dei social networks; vengono meno le strutture intermedie tra gli elettori e i partiti, sostituite dai luoghi di discussione mediatici che allontanano i ragazzi dalla partecipazione diretta e costante alle dinamiche politiche. Tutto il dialogo politico si svolge su Internet, tra dirette, storie e post, contribuendo apparentemente a rendere il coinvolgimento molto più agevole, ma di fatto portando ad un progressivo allontanamento dei giovani dagli scambi politici.

La bolla mediatica che caratterizza la società liquida del XXI secolo, fatta di over-infomation e fake news genera una forte confusione in chi vorrebbe sfruttare il web per informarsi ma di fatto si trova di fronte un flusso incalcolabile di informazioni spesso schierate e poco chiare. Inoltre si parla sempre meno di educazione civica e politica nelle scuole, il luogo in cui bisognerebbe formare le menti di giovani ragazzi che dopo pochi anni si troveranno ad avere in mano una tessera elettorale senza avere una preparazione adatta nè sul sistema costituzionale italiano nè tantomeno sul sistema partitico, ritrovandosi a non votare, votare quello che votano i genitori o semplicemente rimanendo vittima di un qualche discorso populista acchiappavoti.

Twitter - Partecipazione politica dei giovani
Logo di Twitter

La continua diminuzione di interesse dei giovani alla politica è un problema di cui è assolutamente necessario parlare: innanzitutto nelle scuole, per sensibilizzare i ragazzi da prima che questi acquistino il diritto di voto, per permettergli di sviluppare una coscienza critica che li porti a fare una scelta ragionata, consapevole e soprattutto indipendente. I social network potrebbero essere usati in modo più intelligente e semplice per permettere ai ragazzi di interfacciarsi con i partiti o con i movimenti che preferiscono seguire. In particolare Twitter è un social con un potenziale altissimo sia per quanto riguarda l’informazione “passiva” sia per quanto invece attiene alla condivisione proficua di proprie idee più o meno politiche.

In generale è urgente ed essenziale che i giovani tornino ad interessarsi e a mettersi in gioco nell’ambito politico e sociale in un paese come il nostro che ha un imprescindibile bisogno di un ricambio generazionale e di una svolta radicale dal punto di vista della partecipazione politica e della classe dirigente del paese. Così come è necessario attivare un dialogo intergenerazionale e una collaborazione che conduca ad un ascolto frequente e concreto delle istanze dei giovani.

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Francesca Prioli

Francesca Prioli

Laureata con lode in Scienze politiche alla Sapienza Università di Roma con una tesi in Diritto dell'Unione europea, attualmente studia per conseguire la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali. Grande appassionata di diritto, geopolitica, relazioni internazionali e diplomazia, oltre alla madrelingua italiana parla inglese, francese e spagnolo. Da oltre 10 anni impegnata nel sociale e in attività di volontariato. Di recente anche impegnata politicamente.

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