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I Sepolcri Romani

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Rappresentazione figurativa di un funerale romano

I sepolcri sono dei monumenti funerari. Spesso hanno pianta quadrata e contengono le urne cinerarie (raramente le tumulazioni). Si diffondono a Roma a partire dal I secolo a.C.

Queste architetture funerarie possono essere suddivise in due grandi tipologie:

  •  Sepolcri Monumentali
  • Sepolcri a Camera

I Sepolcri Monumentali

La tipologia in questione a Roma era riservata a persone che potevano permettersi l’acquisto e la spesa sia del terreno sia degli operai per la realizzazione di queste architetture; alcuni tipi di sepolcri monumentali erano già diffusi e noti in Età Repubblicana.

Tra questi, i più famosi sono:

In Età Tardo Repubblicana del II -I secolo a.C.:

  • Sepolcro dei Festoni 
  • Monumento Dorico

In Età Tardo Repubblicana-Imperiale:

  • Sepolcro di Eurisace  (II -I secolo a.C.)
  • Sepolcro di Cornelia (I secolo a.C.)
  • Sepolcro di Quinto Sulpicio Massimo (fine I secolo d.C.)
  • La Tomba di Nerone
  • Sepolcro del prefetto Publio Vibio Mariano (fine II-inizio III secolo d.C.)

I Sepolcri a Camera

I modelli di tomba noti come Sepolcri a Camera risalgono al Periodo Repubblicano.
La struttura architettonica poteva presentare una singola stanza o diversi ambienti tra loro adiacenti; quest’ultimo è il caso del Sepolcro Gemino e dei Sepolcri a camera di via Statilia, risalenti rispettivamente al I e al II secolo a.C.

Risalgono al I secolo a.C. altri Sepolcri di questo modello noti con i nomi dei defunti:

  • Sepolcro di Gaio Publicio Bibulo
  • Sepolcro dei Sempronii
  • Sepolcro di Priscilla
  • Sepolcro di largo Talamo
  • Sepolcro di via Filarete

I Sepolcri a camera di via Statilia

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Si tratta di una serie di cinque Sepolcri a Camera, rinvenuti nel 1916 tra via Statilia e via di Santa Croce in Gerusalemme. All’angolo tra le vie sopracitate sono visibili dalla strada, sotto una romantica tettoia di protezione creata dai restauratori di quegli anni, questi cinque sepolcri Repubblicani. Essi ebbero storia breve dato che furono interrati appena un secolo dopo la loro creazione; dal III d. C. al 1916 vennero progressivamente coperti e dimenticati.

Tali sepolcri erano originariamente allineati lungo l’antica strada definita anche “via Celimontana” che portava dalla zona di Porta Maggiore verso il Celio a cui deve il nome in latino e italiano l’odonomastica della via. Il più antico, databile al 100 a.C. e appartenuto al libraio Publio Quinzio consta di una facciata a blocchi di tufo con una porta centrale, fiancheggiata da due scudi rotondi ricavati dai blocchi della facciata. Il sepolcro adiacente al primo, di poco successivo e costituito da due celle vicine con ingressi distinti, presenta sulla facciata i ritratti in bassorilievo dei defunti.

Il sepolcro più recente (databile alla metà del I secolo a.C. circa), ha invece la forma di un antico altare in blocchi di tufo e peperino. Il graduale innalzamento del terreno seppellì in seguito i sepolcri, assicurandone la conservazione nel tempo. Immediatamente di fronte ai sepolcri è l’ingresso a una piccola area sotterranea in cui è possibile notare i resti di due antiche condutture d’acqua (già in origine sotterranee), costituite da blocchi di tufo scavati al centro e incastrati l’uno nell’altro. Si tratta forse dei resti dell’Aqua Marcia.

La visita guidata dei Sepolcri della via Statilia

La visita ai Sepolcri è consentita solo a gruppi accompagnati di piccole dimensioni, tour privati ed esclusivi, viste le ridotte dimensioni del sito. Si effettua tramite prenotazione dei siti del demanio territoriale civico comunale di Roma; è un tour che si effettua esclusivamente con associazioni culturali.

Nel tour con la guida è possibile conoscere i dettagli tecnici e costruttivi, la storia e le peculiarità della gens Statilia, proprietaria dei cinque sepolcri, contestualizzati nell’ambito del Rione Esquilino e della Roma Sotterranea a cui appartengono per le loro caratteristiche archeologiche.

Leggi anche I Sepolcri Repubblicani della via Statilia

 

Alessandra Pignotti

Alessandra Pignotti

Laureata alla Sapienza di Roma nel 2007 in Archeologia e Storia dell’Arte del Mondo Antico e dell’Oriente. È guida turistica e Docente culturale. Collabora con BloggingArt dove scrive di eventi e cultura, enogastronomia, moda e spettacolo.

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