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La Deposizione di Cristo di Jacopo Tintoretto

Tintoretto: La Deposizione. Compianto sul Cristo morto. Gallerie dell'Accademia, Venezia

Una tela imponente è in mostra a Roma nella Sala dei Veneti dei Musei Capitolini fino al tre dicembre 2023: la Deposizione di Cristo di  Jacopo Tintoretto del 1560 circa. L’ artista descritto da Giorgio Vasari come “Il più terribile cervello che abbia mai avuto la pittura”. Arriva prestata dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia.  Il dipinto raffigura il momento in cui il corpo di Cristo viene tolto dalla croce, con Giuseppe d’Arimatea, Maria e la Maddalena come personaggi centrali.

Il compianto sul Cristo, un’opera immersa nel pathos e di estrema drammaticità, morto e deposto dalla croce non ha riferimenti  nei Vangeli, ma è presente nella letteratura mistica medievale. Secondo la tradizione dovrebbero esserci,  oltre alla Madre col Figlio, Giovanni, Maria Maddalena, le tre Marie, Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo. Tintoretto ha stretto il gruppo intorno a Cristo. Togliendo Giovanni, Nicodemo e due delle Marie. I personaggi sono possenti e più evidenziati rispetto a come dovrebbero essere.  Maria Maddalena occupa un ampio spazio nella parte superiore del dipinto. Distende le braccia in un gesto di dolore. Ancorata al viso di Cristo che guarda al massimo della concentrazione. Come se vi cercasse un segno di vita.

Il Pordenone: Crocifissione del Duomo di Cremona

Nell’ansia di accorpare l’evento Tintoretto riduce la croce. Che si scorge appena. Anche se dovrebbe essere il fattore cardine dello svolgimento del dramma.  Per terra sulla  destra sono raffigurati alcuni strumenti, martello e tenaglie, a rammentare la consumazione del sacrificio. L’impostazione dell’opera rievoca il manierismo. In tal senso è stato fatto il nome di Daniele da Volterra. “E  non mancano suggestioni, soprattutto nella Madonna, dalla “Crocifissione” di Cremona del Pordenone”. Ma Tintoretto ripropone queste indicazioni con un’interpretazione cromatica di intenso e profondo splendore. E una apertura compositiva che preannuncia il barocco.

L’insieme è molto equilibrato. Con la diagonale formata dai due uomini sulla sinistra che ha  il corrispettivo nella diagonale realizzata dalle tre donne sulla destra. La nudità marcata del Cristo, che ricorda Michelangelo; la potenza del chiaroscuro che indirizza l’attenzione su alcuni particolari figurativi illuminandoli ed esorcizzando la diffusa oscurità, fanno della Deposizione una creazione dall’intenso impatto emotivo.

 

RIFERIMENTI: Musei Capitolini – Pinacoteca – Sala III (Sala dei veneti) Piazza del Campidoglio, 1 Orari tutti i giorni 9.30 – 19.30

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Fausto Politino

Fausto Politino

Laureato in Filosofia, abilitato in Storia e Filosofia, già docente di ruolo nella secondaria di primo grado, ha superato un concorso nazionale per dirigente scolastico. Interessato alla ricerca pedagogico-didattica, ha contribuito alla diffusione della psicologia cognitiva scrivendo per le riviste “Insegnare” e “Scuola e didattica”. Appassionato da sempre alla critica letteraria e artistica, ha pubblicato molti articoli come giornalista pubblicista per “il Mattino di Padova”. Attualmente collabora con la “Tribuna di Treviso”.

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