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L’Aventino: a casa di Flora.

A casa di Flora

Il colle Aventino è uno dei celebri sette colli, anche se in realtà in epoca antica era considerato in qualche modo un “estraneo”.
Isolato e di difficile accesso era la sede scelta da Remo e forse per questo era in seguito diventato il colle dei perdenti. Vennero costruiti qui molti dei templi delle principali divinità delle città conquistate, come quello famoso di Giunone Regina, edificato da Marco Furio Camillo dopo la distruzione di Veio.

FloraTra le divinità che abitavano la collina l’unica che è ancora presente è forse Flora, antica dea italica di origine sabina, legata al fiorire delle piante e alla primavera.
Nel 241 a.C. furono istituite le sue feste, le Floralie, che si celebravano dal 28 aprile al 3 maggio, con giochi nel Circo Massimo ed erano note per la particolare licenziosità.
Alla festa si doveva partecipare con vesti variopinte. Le porte erano decorate con ghirlande di fiori e tutti indossavano corone fiorite per celebrare il risveglio della Natura.
I cerimoniali dei primi cinque giorni comprendevano i ludi scaenici, le rappresentazioni per eccellenza del teatro latino. Fra i divertimenti tipici c’era lo spettacolo delle mimae, che terminava con la nudatio mimarum… insomma lo spogliarello!
Dopo il teatro si andava al Circo Massimo e si spargevano fave e lupini, offerte alla dea come segni di fertilità. In seguito Flora ebbe un proprio Circo, che dovrebbe essere sotto Palazzo Barberini.
Nel corso dei secoli l’Aventino ha visto dei cambiamenti incredibili.
Il colle plebeo per eccellenza viene occupato da splendide ville, tra le quali la casa privata di Traiano, poi nel medioevo viene coronato da chiese e monasteri e infine in epoche più recenti da un quartiere elegante di ville e villini di pregio.
FloraEppure, pian piano Flora ha ripreso possesso del territorio, insinuandosi silenziosa in antichi cimiteri e fortezze inespugnabili.
Il Giardino degli Aranci, in realtà si chiama Parco Savello, perché sorge proprio dentro la fortezza di questa potente famiglia. L’attuale giardino fu realizzato nel 1932 da Raffaele de Vico, nell’area che i padri Domenicani della vicina chiesa usavano come orto.
Il giardino fu piantato ad aranci, per ricordare S. Domenico, fondatore dell’ordine, che per primo importò la pianta a Roma.
Il Roseto Comunale è, forse, il più bel regalo che la Città ha fatto a Flora.
L’idea di un roseto a Roma si deve all’interessamento della Contessa, americana di origine, Mary Gailey Senni, che caparbiamente riuscì a far realizzare nel 1932 il roseto sul colle Oppio.
A seguito del trasferimento nel 1934 del cimitero ebraico al Verano, l’area dell’Aventino viene destinata a parco, ma resta incolta e solo nel 1950 si ricostituisce qui il nuovo Roseto Comunale, che un vero e proprio museo dedicato alla rosa.

Per informazioni sulla visita guidata vai al sito di Yes Art Italy

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Cristina Vuerich

Si è laureata con lode in Lettere, presentando una tesi in Etruscologia e ha frequentato con profitto i tre anni della Scuola di Specializzazione in Archeologia, in entrambi i casi presso l’Università di Roma “Sapienza”. Ha lavorato per molti anni in una libreria specializzata in archeologia e successivamente presso una casa editrice che si occupa di saggistica. Tramite queste attività ha avuto l’opportunità di essere costantemente aggiornata sulle novità riguardanti la Città Eterna. A partire dal 2001 ha portato avanti un'attività parallela come guida turistica, collaborando con agenzie operanti sul territorio, istituzioni e privati, in questa attività riversa tutta la sua passione, per comunicare la bellezza e l’importanza storica di Roma. Collabora con l'associazione Yes Art Italy ed è redattrice per BloggingArt.

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