Home » Arte » Zec alla Biennale
Arte Cultura Eventi

Zec alla Biennale

Safet Zec Il tavolo dell'artista

Zec alla Biennale

Safet Zec pittore e incisore, dotato di una tecnica elevata, è uno dei protagonisti della Biennale Arte 2024. La sua partecipazione al Padiglione Venezia “Sestante domestico” è un omaggio al suo talento e al suo forte legame con la città lagunare dove si è stabilito nel 1998.

Safet Zec
Safet Zec , Donna o Madre con bambino, 2024

Nato nel 1943 a Rogatica, in Bosnia Erzegovina. Ha conosciuto lo sradicamento. La fuga dalla sua terra devastata dalla guerra civile negli anni Novanta. L’ottusa atrocità su quei due ragazzi, Admira e Boško, massacrati dai cecchini nell’assedio di Sarajevo del 1993. Non furono seppelliti per sette giorni e sette notti. Perché lui era cristiano e lei musulmana.

Oggi Zec vive a Venezia. In lui convivono la tensione civile. La condizione alienante del rifugiato. L’urlo incredulo contro ogni forma di violenza. E la ricerca artistica di chi ha saputo guardare Caravaggio Rembrandt Francis Bacon Lucien Freud. Di chi ha saputo scavare nella loro pittura.

L’iconicità

Il retroterra iconico, che sostiene le sue immagini coinvolgenti, spasmodiche, consente all’osservatore

Safet Zec
Safet Zec, Uomo e bimba dal ciclo “Exodus”, 2016-2017

quel residuo di controllo, di distanza emotiva, per riflettere sull’umanità ferita nel profondo senza lasciarsi frantumare dall’emozione. La pittura di Zec ha un impatto narrativo immediato. Non ci sono schermate che chiedono impegnativi scavi interpretativi. Sono immagini che agiscono in profondità. Se ci sono simboli, sono d’immediata lettura. Di chi demonizza e disumanizza l’altro.   Senza ricorre alle sovrastrutture concettuali qualche volta fine e a stesse. La sofferenza, quella vera, quella degli ultimi che hanno visto l’orrore in faccia, non chiede di essere rappresentata come fosse un’illustrazione. Ma di essere condivisa. Di essere oggetto di compassione.

Le opere

Per il Padiglione Venezia della Biennale Arte 2024 ha creato l’ultimo telero -collage su carta di giornale e tela-: Donna o Madre conbambino.  Una madre martoriata dalla sofferenza sorregge tra le braccia insanguinate un piccolo corpo senza vita. Avvolto in un lenzuolo, emerge l’azzurro marcato di una scarpina. Come se Zec volesse alleviare, con una cromia meno cupa, la tragedia in atto. Lo strazio che sovrasta la donna.

Safet Zec
«Mani per il pane» di Safet Zec.

L’altro telero è Uomo e bimba del 2016/17. Un essere umano lacerato nel corpo e in ciò che indossa cammina stringendo con le mani enormi, come se temesse di poterlo fisicamente per un inciampo improvviso o un colpo di mortaio, un altro essere umano. Una pazzia senza fine in un mondo difficile da comprendere.

Per immergersi nel mondo del pittore è stato riedificato ai Giardini della Biennale l’Atelier d’artista. Per consentire al pubblico di familiarizzarsi con il suo luogo di lavoro. Per condividerne l’estetica antibellica.  Soffermiamoci, ancora, a guardare il quadro Mani per il pane. E come ricevere un pugno nello stomaco. Magari qualcuno vi può leggere una certa enfasi. Nell’accentuata gestualità. Ma il messaggio arriva diretto. Coi i dorsi e le palme di quelle mani agonizzanti che si affastellano protese verso l’alto. Nell’attesa del sostentamento che sta per arrivare. Quel pane spezzato striato di sangue che dovrebbe garantire la salvezza. E non solo quella fisica.

Safet Zec

Leggi anche
AMENDOLA. BURRI, VEDOVA, NITSCH: AZIONI E GESTI
Emilio Vedova. Tempo inciso
Rivoluzione Vedova

Fausto Politino

Fausto Politino

Laureato in Filosofia, abilitato in Storia e Filosofia, già docente di ruolo nella secondaria di primo grado, ha superato un concorso nazionale per dirigente scolastico. Interessato alla ricerca pedagogico-didattica, ha contribuito alla diffusione della psicologia cognitiva scrivendo per le riviste “Insegnare” e “Scuola e didattica”. Appassionato da sempre alla critica letteraria e artistica, ha pubblicato molti articoli come giornalista pubblicista per “il Mattino di Padova”. Attualmente collabora con la “Tribuna di Treviso”.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments