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Le lacrime delle Eliadi.

Spina etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo

Un’antica leggenda racconta che le Eliadi, le figlie del Sole, scoppiarono in lacrime vedendo precipitare, dal carro rubato al padre, il fratello Fetonte dopo che Zeus per fermarlo lo aveva colpito con un fulmine.Spina Zeus era piuttosto indispettito. Il ragazzo aveva fatto tutta una serie di danni con la sua guida imprudente e spericolata (immaginate una sorta di riscaldamento globale con incendi, acque ribollenti, fiumi che si nascondono e perdono la testa come il Nilo) e non sopportando il comprensibile, ma fuori luogo, pianto delle sorelle, le trasforma in pioppi e le loro lacrime in ambra.

Spina
Salvatore Aurigemma sugli scavi

Grazie a questa leggenda, quei grandi raccontaballe che erano gli antichi marinai greci, creano un fantastico punto di contatto con le popolazioni che abitavano tra il Veneto e la zona del delta del Po, dove arrivava e veniva lavorata la mitica ambra del Baltico.

Da questi mitici inizi scaturiranno tutta una serie di scambi e contatti, che vedranno a partire dal VI secolo a. C in Spina il centro principale del commercio adriatico.

Città destinata a sparire secoli dopo inghiottita dalle paludi e a ricomparire, come per magia solo nel 1922, in seguito alla bonifica della zona attorno a Comacchio. Prima vennero alla luce le necropoli con più di quattromila sepolture e in seguito dal 1957 al 1964 si ritrovò anche l’abitato.

L’opera di Augusto Negrioli, Salvatore Aurigemma, Paolo Enrico Arias e Nereo Alfieri ha permesso di far luce su un perduto frammento della nostra storia e ha permesso di raccontare una Storia diversa, fatto non di guerre e di battaglie, ma di scambi ed incontri.

Perché Spina era una città di mare aperta a culture differenti, luogo in cui si incontravano Etruschi e Greci, ma anche Veneti e Celti e presentava una società multietnica e multiculturale, aperta all’ingresso di stranieri e con diffusi fenomeni di interconnessione e, tendenzialmente pacifica, visto che le armi risultano praticamente assenti dei corredi tombali e dall’abitato.

Spina

Per informazioni sulla visita guidata vai al sito di Yes Art Italy

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Circa l'autore

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Cristina Vuerich

Si è laureata con lode in Lettere, presentando una tesi in Etruscologia e ha frequentato con profitto i tre anni della Scuola di Specializzazione in Archeologia, in entrambi i casi presso l’Università di Roma “Sapienza”. Ha lavorato per molti anni in una libreria specializzata in archeologia e successivamente presso una casa editrice che si occupa di saggistica. Tramite queste attività ha avuto l’opportunità di essere costantemente aggiornata sulle novità riguardanti la Città Eterna. A partire dal 2001 ha portato avanti un'attività parallela come guida turistica, collaborando con agenzie operanti sul territorio, istituzioni e privati, in questa attività riversa tutta la sua passione, per comunicare la bellezza e l’importanza storica di Roma. Collabora con l'associazione Yes Art Italy ed è redattrice per BloggingArt.

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