Abstract: A tu per tu con il Polittico Averoldi che da cinquecento anni si trova nella collegiata dei Santi Nazaro e Celso a Brescia. È stata allestita una struttura che permette di ammirare il capolavoro di Tiziano da una distanza molto ravvicinata.
Che cosa dire del Polittico Averoldi dipinto da Tiziano nel 1522, uno dei capolavori assoluti del Rinascimento italiano, da cinquecento anni sospeso nella collegiata dei Santi Nazaro e Celso a Brescia?
Intanto, fragile e inamovibile com’è, che può essere osservato proprio da molto vicino. Grazie al progetto “A tu per tu con Tiziano” voluto da Davide Dotti con il contributo di Antares Vision. In che modo? In occasione del quinto centenario del suo arrivo a Brescia, nel presbiterio della chiesa, è stata allestita una struttura che permette al pubblico, fino al tre luglio 2022, di salire a sette metri di altezza, quindici persone per ogni passaggio e a soli due metri dal corpo di Cristo.
La vicinanza
La straordinaria vicinanza dovrebbe facilitare la consapevolezza della bellezza classica del Cristo sospeso, protagonista di una sorta di danza accennata e virile insieme. Un fanatico sportivo potrebbe dire che la sua postura è simile a chi si prepara a tirare un calcio di rigore!
L‘impostazione del Cristo rimanda al Laocoonte scoperto nel 1506 in una vigna sul colle Oppio a Roma. Il san Sebastiano in precario equilibrio, appeso a quelle corde che gli penetrano le carni, ricorda i Prigioni di Michelangelo.
L’organizzazione dell’opera
Comprende cinque sezioni. Nella parte centrale un Cristo in trionfo, in torsione dinamica, agisce in un paesaggio al tramonto velato da nuvole che si sovrappongono.
Nella zona superiore è raffigurato l’evento dell’Annunciazione articolato in due pannelli separati. A sinistra, da un fondo nero emerge l’immagine raffinata e luminosa dell’arcangelo Gabriele mentre mostra un filatterio con la scritta Ave Gratia Plena. A destra la coinvolgente visione di Maria che, con il capo leggermente inclinato e la mano a sfiorare il petto, sembra sostenere l’azzurro del mantello in segno di consenso.
Nella zona inferiore, a sinistra Tiziano ha previsto i santi patroni Nazaro e Celso che indossano le rispettive armature, raffigurati insieme al committente Altobello Averoldi mentre prega a mani giunte.
A destra, domina la commovente splendida composta sofferenza di san Sebastiano, il cui corpo conserva ancora il primitivo vigore. Anche se è debilitato da quella freccia che lo colpisce in pieno. Tuttavia non si accascia. Tiziano lo tiene ancora cosciente, con i possenti piedi ancorati al terreno e al frammento di una colonna.
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