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Valdi Spagnulo. Tropici della scultura

Spagnuolo ANTIQUE_SPECULUM

Valdi Spagnulo. Tropici della scultura

La poetica

Chissà come avrebbe giudicato Erwin Panofsky, uno dei massimi specialisti di arte medievale e rinascimentale, che sosteneva: se in un’opera non ci sono immagini riconoscibili, non è possibile né la descrizione iconografica né la lettura iconologica che possa inserirla in un contesto definito, le opere di Valdi Spagnulo. I suoi lavori, all’insegna della compenetrazione tra scultura e pittura, non prevedono contenuti mimeticamente riprodotti in quanto la sua poetica vira decisamente verso l’astratto. Privilegiando contenuti «senza i limiti propri di qualunque immagine». Una poetica la cui pratica scultorea prevede assemblaggi, telai distorti, composizioni di linea in ferro e acciaio inox e dove non ci sono concessioni estetizzanti. Ciò che prevale è una ricerca continua che vuole individuare la forma insita nella materia. Luciano Caramel sostiene che la produzione di Spagnulo si caratterizza per un’intensa espressività che non esclude incursioni narrative, di intonazione poetica però, mai descrittiva. L’immersione nello spazio delle sue creazioni non è qualcosa di improvvisato ma la conseguenza di un disegno coerente, garanzia di continuità. Coerenza e continuità trovano conferma anche nella sua ultima mostra, Tropici della scultura, a Firenze, curata da Giacomo Biagi.  Per una prima volta, la mostra propone un confronto tra le opere dei primi anni 2000 e del decennio successivo, con quelle della produzione recente, per individuare i manufatti che confermano la continuità prima accennata o l’emergere di un’eventuale discontinuità.

Spagnulo
Spagnulo: Domus di Zeus

Il tropico

Per questa scultura, che tende a sottrare elementi all’opera invece di incrementarli, si è utilizzato il termine, tropico. In linguistica il tropo è quella figura semantica che estrapola l’espressione dal suo contenuto originario rivestendola di un altro contenuto, come nella metafora. Come scrive Biagi, svincola il significato tipico di un determinato campo semantico, trasferendolo a un altro contesto. Cosa vuol dire? La connessione del segno bidimensionale con quello tridimensionale in Spagnulo appare fin dal 1999, con i grandi telai distorti che daranno vita all’opera Sfiorar la luna. Il telaio che costituisce l’impianto fondamentale, piegato e saldato, si incurva intromettendosi in uno spazio che non gli appartiene. La coesistenza tra bidimensionalità e rilievo si riscontra nell’asimmetria tra l’oggetto che si protende e l’ombra che entra ed esce dall’immagine.

Reversibilità

Altri pezzi comprendono l’innesto di vetri o di plexiglass, gialli azzurri rosacei, che riecheggiano una spiccata sensibilità cromatica e la familiarità di Spagnulo con la pittura geometrica/astratta da un lato e il sintetismo dall’altro. Sono opere che assumono nello spazio una sistemazione reversibile. Possono avere un’impostazione verticale. Disposte in senso orizzontale. Fissate su di una parete. Il variare dell’installazione della stessa opera, la rende percettivamente attiva.

Spagnulo
Spagnulo: Domus in aqua

Nella Domus di Zeus l’impaginazione filiforme ha un andamento sghembo dovuto agli elementi saldati tra loro, all’innesto di plexiglas che le fornisce movimento, rendendo tridimensionale una ipotetica pianta di una domus romana riportata in verticale. In queste sculture che si servono del saldatore emerge Domus in aqua, ottenuta congiungendo resti di tubi in acciaio, in precedenza appannati in una stufa a legna che rende la patina dorata o ne fa scaturire un effetto blu forte. Il frammento di vetro di un azzurro mélange, inserito in un’apposita spaccatura, vivacizza cromaticamente l’opera.

INFORMAZIONI

Evento: Tropici della scultura
Autore: Valdi Spagnulo
Curatore: Giacomo Biagi
Genere: scultura astratta
Sede: Firenze, Studio 28nero
Periodo: dal 22/03/2024 al 22/04/2024

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Fausto Politino

Fausto Politino

Laureato in Filosofia, abilitato in Storia e Filosofia, già docente di ruolo nella secondaria di primo grado, ha superato un concorso nazionale per dirigente scolastico. Interessato alla ricerca pedagogico-didattica, ha contribuito alla diffusione della psicologia cognitiva scrivendo per le riviste “Insegnare” e “Scuola e didattica”. Appassionato da sempre alla critica letteraria e artistica, ha pubblicato molti articoli come giornalista pubblicista per “il Mattino di Padova”. Attualmente collabora con la “Tribuna di Treviso”.

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